Lo straordinario percorso di Tito Bassi, ticinese diventato scrittore in Guatemala

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• 23 November 2015

Dall’Insubria al nuovo continente, biglietto di solo andata

Partito nel 1974 all’età di 29 anni alla volta del Guatemala, il ticinese Tito Bassi, primogenito di un capostazione e di una casalinga, grande amante della montagna, non ha mai fatto ritorno in patria. Sposato con una professoressa guatemalteca dalla quale ha avuto due figli, è stato commerciante, albergatore, uomo d’affari prima di diventare uno scrittore a tutti gli effetti. I suoi libri sono stati pubblicati in italiano e in spagnolo in Ticino, in Guatemala e in Spagna. Cronaca di uno straordinario percorso.

« La mia vita è stata come un gioco, non ho rimpianti e la rifarei tutta. I sogni che per tanti rimangono tali, per me sono diventati realtà » : Tito Bassi, 70 anni, ce lo diceva già nel 2012 in un’intervista che ci rilasciò allora.

Nato, come tanti ticinesi, alla clinica Sant’Anna di Lugano-Sorengo il 16 maggio 1945, Tito Bassi è balzato anni fa agli onori della cronaca per aver fatto da tramite nella vendita di aerei Pilatus, per conto di una fabbrica della Svizzera centrale, al Guatemala. « In tutta legalità » ha sempre affermato . « E’ vero » racconta « che ho venduto 12 Pilatus all’esercito guatemalteco, ma i velivoli non erano armati. Erano destinati alla scuola di piloti ed è stato il governo svizzero ad autorizzarne la vendita. »

Un periodo felice

Il percorso di Tito Bassi è stato a dir poco avventuroso. Lasciò il suo cantone natale proprio « per vivere cose che non avrei mai potuto vivere in un territorio stretto come il nostro, stando seduto in un ufficio ». L’infanzia, l’adolescenza e la prima gioventù in Ticino rappresentarono comunque un periodo felice che Tito ci racconta nei suoi primi due libri pubblicati dalle edizioni Ulivo di Balerna, « Insubria verso nord «  I e II. Scritti in italiano e quindi tradotti in spagnolo, i due volumi di memorie sono anche un interessante spaccato di un Ticino rurale, povero, ma degno. Seguirono altri due libri redatti questa volta in spagnolo « De Antiquae Insubrum a Coactemalan » e « De Insubria a Guatemala » pubblicati nel paese centro americano. Questi due volumi stanno per essere condensati in un unico libro di 600 pagine.

Ma come mai un ticinese doc ha deciso di lasciare le sue montagne per trasferirsi oltre Oceano ? Diciamo che il caso ci ha messo lo zampino. Formatosi come disegnore civile presso uno studio di ingegneria di Locarno, Tito Bassi ancora giovanissimo è diventato guardiano della capanna dell ‘Alpe Robiei nell’alto Ticino. Lassù ha conosciuto gente importante tra cui un ricco cliente guatemalteco, frequentatore delle piste di sci dove Tito Bassi era istruttore. Fu lui a dargli l’idea di tentare la sorte in Guatemala. Nel 1974 il giovane ticinese fa le valigie e vola nel paese dei Maya. La sua sarà un’andata senza ritorno.

«Ho fatto di tutto, ho commerciato in semi di conifere, in cacao, in caffé, sono stato rappresentante di fertilizzanti e quindi albergatore. » Inizia infatti un’ascesa che porterà ad uno strepitoso successo : nei pressi di Livingstone, Tito Bassi costruisce il primo albergo della zona. Lo gestirà durante 20 anni, arrivando a possedere fino a quattro aerei. Quando la situazione politica si fa critica e i turisti iniziano a scarseggiare, il ticinese vende la struttura. Stessa sorte toccò alla sua isola, «Tucan Island » comprata al largo della costa caraibica del Belize e che era destinata ad accogliere un villaggio di vacanze. Non se ne fece nulla poiché dopo la lunga guerra civile, il Guatemala era diventato una meta a rischio. « Tucan Island » fu così ceduta da Bassi ad una fondazione americana che si occupa della salvaguardia delle tartarughe.

« Ho guadagnato molti soldi, ma ne ho anche perso molti » ammette il ticinese che però ripete « rifarei certamente quasi tutto, perfino fumerei di nuovo i celebri sigari di Brissago. » Oggi Tito Bassi, rimasto svizzero pur mantenendo uno sguardo critico sulla sua patria, si consacra principalmente alla scrittura. Ha così firmato la novella « El molino del oso » (« Il mulino dell’orso ») pubblicata in spagnolo in Guatemala nell’ottobre del 2014 e presentata nello scorso settembre a Siviglia « nella sua versione più iberica » ci spiega Tito. La storia di un vecchio mulino abbandonato e dell’oscura leggenda che lo circonda è stata accolta favorevolmente dalla critica. Come lo è stato il suo sesto libro « Mala Vida » anche questo pubblicato in Andalusia.

Ora settantenne, il nostro ticinese tornerà un giorno all’ovile ? « Non lo so … in Guatemala, mi mancano tanto le mie valli, ma quando mi reco in visita in Ticino mi viene la nostalgia del mio paese d’adozione ». L’eterna sindrome dell’emigrato in somma.

Gemma d’Urso

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